Venerdì 03 Settembre 2010

Il federalismo delle vittime e il lutto a Statuto speciale

In tempo di federalismo c’era da aspettarselo. La povera Sicilia col resto d’Italia c’ha due sole cose da spartire: le tasse e l’antipolitica. Per il resto, ognuno pa’ so casa. E le ultime tragiche vicende ci ripetono un vecchio insegnamento. Domenica la Federcalcio ha autorizzato, in accordo con le tre leghe, un minuto di silenzio per ricordare le vittime del nubifragio

che si è abbattuto lungo la fascia ionica della Sicilia (i morti si stanno ancora contando…). Il fatidico minuto è stato però tenuto solo nei campi in cui giocavano le squadre siciliane. Insomma un lutto tutto regionale. Certo, rispetto ad altre regioni il nostro lutto è a Statuto speciale… ma chissenefotte se il dolore non attraversa lo Stretto. Tanto poi col ponte dimentichiamo tutto e ci accontentiamo dello Stretto necessario. Sì, perché se le vittime d’Abruzzo hanno commosso l’Italia, i sopravvissuti messinesi hanno fatto vorticosamente innalzare gli accessi di Yotube, Facebook… E chissenefotte se Berlusconi firma la nomina che consente al presidente Lombardo di gestire l’emergenza, tanto  poi non ci danno i soldi che ci spettano dai fondi Fas. La cara e vecchia terra italica, meglio conosciuta come lo Stivale, poco ha da dividere con quello sputo triangolare in mezzo al Mediterraneo. Guardando la cartina geografica pare un pezzo in più: una pietra che rischia di far inciampare quello stivale con tutti i suoi instabili equilibri. E, quindi, secondo gli antichi e saggi proverbi: aranci, aranci, aranci, cara Sicilia, di cu sunnu i guai si chianci…

Commenti (1)
1 Martedì 06 Ottobre 2009 20:11
giovanni
Ci siamo quasi quasi...

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