Venerdì 03 Settembre 2010

Palermo, città che non rifiuta i rifiuti... ma li brucia

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Se n’era andata per un po’. Tempo due settimane ed è tornata più fastidiosa che mai. Prima la senti, e poi la vedi. Lei si fa annusare tranquillamente e poi non ti dà speranze. Altro che aria olimpica: a Palermo  ormai si fa a fatica a sentire ciavuru di stigghiola o salsiccia o castagne (e sarebbe pure il periodo). No, qua si sente solo odore di munnizza. Giri l’angolo e vedi una montagna di sacchi e sacchitieddi pieni di munnizza. Con tutto il triste corredo. Sorci, zappagghiuna e scarafaggi. Ma anche altri randagi e cani. Come se non bastasse di notte ci sono pure i roghi. Perché in ogni zona c’è sempre il furbo del quartiere, che preso dall’esasperazione prova a farsi giustizia da solo, incenerendo gli ammassi di rifiuti.
E come ormai avviene da mesi, si torna a parlare di fallimento Amia, crisi, scioperi, licenziamenti, debiti e declino dei consorzi che gestiscono la raccolta dei rifiuti. Insomma soliti discorsi. La situazione è grave in modo principale nelle periferie. Da est a ovest: Brancaccio, Sperone, Settecannoli, a Pomara, a Mulara, u Villaggio Santa Rosalia e Borgo Nuovo. La raccolta dei rifiuti in certe zone va a singhiozzo. “Un passanu mai” – si lamentano in coro i residenti delle strade invase da fiumi di munnizza. “Talè chi c’è ca” – dicono indicando gli “scempi”.
Si dice che il problema principale è a Bellolampo. La discarica ormai è china. La chiamano emergenza rifiuti. Sembra un incubo. Ma quannu finisci?
Commenti (1)
1 Lunedì 02 Novembre 2009 11:29
Tania
Potrebbe finire, ma poi come trovare una scusa per prendere fondi per l'emergenza?
I rifiuti sono un bene e non un male come tanto si grida e si fa credere alla popolazione. Possono essere una risorsa e possono divenire quasi innocui se le amministrazioni si ponessero l'obiettivo rifiuti zero. In realtà i rifiuti in Italia e non solo in Sicilia, e questo ci tengo a ribadirlo, sono un "bisin" al quale non si vuole rinunciare.
Poi vorrei dire a queste persone che la notte incendiano i contenitori di dormire e non liberare diossine,
queste si liberano nella fase iniziale della combustione e poi si depositano nei tessuti vivi degli organismi. E' inutile dire che sono tossiche.
Per cui faccio un appello a queste persone:
"Per favore non fate queste cose, perché non risolvete il problema ma anzi lo peggiorate"

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