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L'impennata

Io in partenza per la buona scuola…e ride solo mia suocera

agosto 1, 2016
buona scuola

buona scuola

Ma come, tu in vacanza non ci vai? Come no, non lo vedi che mi sto preparando le valigie? Solo che non sarà una vera vacanza, devo partire per lavoro, io professoressa sono, d’italiano storia e geografia. E dove te ne devi andare? Giù al Nord, è la buona scuola.

Ci arriminuliano a tutti un pochettino così la vita è più frizzante. Io devo andare in un posto vicino al mare, almeno quando ho il giorno libero, se non piove o c’è nebbia, mi va fazzu u bagno. Ma pensi lei, che ci sono cristiani che se ne devono andare in un pizzo di montagna.

Già si parla di qualche duemila persone che hanno fatto armi e bagagli e si sono comprati il biglietto di sola andata. E cu ave picciriddi? Un marito o una mugghiera? Ci si attacca tutti al tram.

Prima avevano detto che avrebbero rispettato un minimo la vicinanza ai luoghi in cui si abita, ora invece a picca non ci mandano alla frontiera. E quindi il mondo della scuola è in subbuglio. Perché s’immagini lei, cheffà, uno da un lato all’assunzione non vuole rinunciare; dall’altro non vuole perdere i legami e gli affetti.

E di conseguenza ave più di un mese che non dormo. Una mia amica ha sempre mal di pancia, mio marito il mal di testa. L’unica che non ho visto stare male è mia suocera che a picca ci scappava una risatina quando ha sentito che forse dovevo partire. Lei invece lo deve capire che suo figlio oramai è mio.

Comunque, per concludere, qua è possibile pure che ci sia la buona scuola, ma con tutto questo esaurimento ci sono troppi professori con la crisi di nervi. E speriamo bene, altrimenti bocciamo a tutti.