L'impennata

Troppi caffè, parcheggiatori sull’orlo di una crisi di nervi

giugno 29, 2016
Caffè - @ulapino

Caffè – @ulapino

Praticamente nessuno si tira indietro anzi, di fronte ad un caffè non c’è cittadino siciliano che sia pronto a mostrare la sua benevolenza verso il posteggiatore che, poverino, sta tutto il giorno sotto il pico del sole (d’estate) o ai quattro venti (d’inverno), a guardare le macchine parcheggiate in doppia, tripla o anche in fila normale (a volte).

Solo che ora si sono bevuti troppi caffé e c’è chi prova a contenere un’improvvisa ondata di crisi di nervi. A furia di bere tutto il giorno il buon liquido delle tazzine, molti dei posteggiatori siciliani, da Palermo a Catania, hanno dovuto fare ricorso alle cure del medico: mal di pancia infernali o scatti d’ira improvvisi e mal di testa le principali patologie.

“Alcuni di noi saltano giornate di lavoro – recita in una nota uno che si fa chiamare friscalettu per via dello strumento che usa al collo – a causa del mal di stomaco. Devono andare sempre in bagno e i bar non ne vogliono sapere più di ospitarli per via della puzza. Altri sono esauriti, dice che non prendono sonno e stanno tutta la notte a passìare casa casa e quelli di sotto si lamentano”.

Insomma la situazione è preoccupante. Allo studio la possibilità di offrire riso in bianco o magari frutta fresca, che col caldo aiuta. Ma niente più caffé, parola di parcheggiatore.

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